Diario, taccuino, retrobottega

Qui finiscono le cose che accadono intorno ai libri, alle foto, alla poesia e alla voce.

Davide Borowski Davide Borowski

Friday, di Robert A. Heinlein

Mi capita di rileggere un po', a pezzi e bocconi, un romanzo che a me piace molto: Friday di Robert A. Heinlein, uscito nel 1982. Per quanto ne so, in Italia non si trova in libreria; con un po' di fortuna potete reperirlo sulle bancarelle, per due soldi, nell’edizione Urania tradotta dal mai abbastanza compianto Vittorio Curtoni, che ha per titolo Operazione domani.

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Parlando di Clarice

Val la pena di menzionare qui un dialogo tra l’agente dell’FBI Clarice Starling e una testimone che la sta aiutando a risolvere il caso.

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Poetry slam a Villa Cortese. 13.02.26

13 febbraio, Biblioteca Comunale di Villa Cortese, ore 19 (in realtà la gara inizia alle 21, ma prima c’è un dibattito interessante). Una gara-spettacolo di poesia performativa, un pretesto per coinvolgere il pubblico nell’ascolto della poesia come divertissement e come sfida.

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Niente da nascondere, di Michael Haneke

Ancora un vecchio film, visto in streaming qualche giorno fa, e che non mi è piaciuto. Per carità: è pure ben girato tecnicamente, con bravi attori. C’è Georges, un intellettuale borghese che conduce un programma televisivo di letteratura, ed è un felice padre di famiglia. Le sicurezze della sua esistenza protetta si incrinano quando comincia a ricevere strani messaggi, impossibili da codificare: videocassette con immagini sue e dei suoi familiari ripresi di nascosto dalla strada, disegni infantili e violenti.

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Lessico famigliare, di Natalia Ginzburg

Sembra, dapprima, uno di quei romanzi tipicamente italiani, tendenti all’intimismo spicciolo, tutto fumo e niente arrosto e l'uso della lingua a fare da contorno: non succede niente, o quasi. Ma non lo è.

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La grazia, di Paolo Sorrentino

Ho visto al cinema La grazia e ho avuto contezza del fatto che Sorrentino ha imbroccato il capolavoro. La sola scena del presidente della Repubblica che rappa Le bimbe piangono vale il prezzo del biglietto.

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Motivi poco intelligenti per comprare libri

Spesso compro libri per motivi che alcuni considererebbero poco intelligenti: la copertina, il titolo. Ricordo che, quando vidi la copertina di Felici i felici, di Yasmina Reza, non ci fu molto da dire, lo comprai, poi devo dire che mi trovai benissimo, andò tutto bene, anzi, poi quel libro è diventato un libro importante per me.

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