Ritratti di voci
Talora, nel mio Diario in pubblico, mi succede di raccontare qualcosa che riguarda la voce: di un narratore, di un poeta, di un cineasta, di un musicista, di un artista visuale, di un filosofo.
Non si tratta di pure notazioni di stile, non nell’intenzione almeno: bensì di brevi interventi in cui tento di raccontare le ragioni per cui quella voce, a me, giunge in modo diverso da ogni altra; e magari, se mi riesce, di farne una sorta di ritratto ad uso di chi qui mi legge. Può essere anche un testo assai breve: una frase, poco più. In queste cose, a volte, less is more.
(Non è detto, che mi riesca: ci vuol pazienza).
I ritratti che ho pubblicato nel Diario, quelli che a me sembrano più interessanti, li trovate anche qui.
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Musica per tapiri urlanti
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Ma c'è un uomo, foooorte, con un nome fantastico
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Perché Tank! è un brano che dichiara guerra al bisogno di essere stilosi
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No, Pasolini non era fascista
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Edamame: due idioti in armatura e l'odore del denaro
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La botta di culo, dipende da chi la scrive
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Kafka inevitabile
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A ogni pagina di Roberto Bolaño
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Perché Tupac sembra già una leggenda in California Love
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Scrivere dalla frattura. Voci femminili della poesia araba contemporanea tra identità, esilio e testimonianza. Il mio intervento a Versi inCentro 2026
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The Turn of a Friendly Card: il tavolo verde come metafora del mondo
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Sayonara: il disprezzo, il risentimento e la malinconia di chi ha già vinto
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This is what you asked for: il video di Heavy is the Crown dei Linkin Park, versione per i Worlds 2024 di League of Legends
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Apocalisse secondo Simonson-Kavanagh: il villain che non odia nessuno