Diario, taccuino, retrobottega

Qui finiscono le cose che accadono intorno ai libri, alle foto, alla poesia e alla voce.

Sin City. Un’abbuffata di morte, di Frank Miller
Davide Borowski Davide Borowski

Sin City. Un’abbuffata di morte, di Frank Miller

Tra le varie storie di Sin City, Un’abbuffata di morte non è sicuramente quella della quale sono più invaghito. Per me viene al terzo posto.

Prima c’è senz’altro Una donna per cui uccidere, A Dame to Kill For in originale. Quando l’ho letto io, davvero tanti anni fa, più di venti, il titolo italiano scelto da Comic Art era Si può anche uccidere per lei. Continuo a pensare che fosse molto più bello di quello attuale. Una donna per cui uccidere è praticamente la traduzione letterale di A Dame to Kill For; Si può anche uccidere per lei aveva qualcosa in più. Vabbè, cose da fumettari nostalgici.

Subito dopo, ma in realtà quasi alla pari, per me c’è Quel bastardo giallo.

Dopodiché viene Un’abbuffata di morte. E tuttavia è proprio di Un’abbuffata di morte che ho voglia di parlare, perché è il più strano. Ma strano forte, mica tanto per dire.

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MondoSpettacolo mi ha intervistato su Arabo è donna
Davide Borowski Davide Borowski

MondoSpettacolo mi ha intervistato su Arabo è donna

“Non ero interessato a produrre un saggio di geopolitica né mettermi a fare il critico letterario, mestiere che non è il mio e per il quale non ho le competenze. Mi interessava raccontare storie. Narrare cosa succede quando la Storia entra nelle case, nella vita familiare e di relazione, nei corpi e perfino nelle scelte linguistiche di chi scrive poesie. Perché nel mondo arabo, se scrivi e sei donna, l’appuntamento con la Storia è un po’ come quello con la nera signora a Samarcanda nella canzone di Vecchioni: puoi fare un po’ quel che ti pare, correre o star ferma, il momento arriva e non c’è modo di evitarlo”.

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Pit Stop
Davide Borowski Davide Borowski

Pit Stop

Cardinale, provincia di Catanzaro, pomeriggio del 7 agosto 2026.

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