Una poesia cambia quando viene pronunciata ad alta voce.
Cambiano il peso delle parole, il ritmo, le esitazioni, le accelerazioni, perfino ciò che sembra importante. Ciò che sulla pagina è mediato dalla voce del lettore, interiore o esteriore che sia, quando viene letto - in ispecie se a leggerlo è il suo autore - acquista un corpo, un tempo, perfino una postura che vengono, senza possibile equivoco, da chi quelle parole le ha scritte.
La pagina che state consultando nasce da questa intenzione.
Non è un’antologia delle poesie che ho letto più spesso in pubblico, né una selezione dei testi che “funzionano meglio” davanti a una platea. È qualcosa di più vicino a un autoritratto in voce: dodici testi scelti per il modo in cui oggi riconosco il mio modo di scrivere, e di porgere un testo a chi vorrà ascoltarlo per mezzo della mia voce.
Ci sono dentro il sarcasmo - beh, potrebbe mai mancare? - ma pure la Storia, l’amore, il fallimento, l’ironia, la memoria di fatti personali, le piccole cose che diventano improvvisamente più grandi di noi.
Queste sono, oggi, le poesie che voglio far sentire.