Edamame, di bbno$ e Rich Brian: due idioti in armatura e l’odore del denaro

Edamame è una canzone il cui testo, se lo si prende sul serio, è di un cinismo mostruoso.

Ci sono i soldi, le automobili, le donne, il successo, il consumo, la sostituibilità universale delle persone e delle cose. Non esiste interiorità, men che mai esistono conseguenze, non esiste fedeltà a niente che non sia il piacere qui e adesso. Ogni cosa può essere comprata, ristrutturata, cancellata e rimpiazzata - inclusa l’energia negativa. Dovrebbe essere una canzone respingente, in teoria. Dovrebbe dare la stessa sensazione di un catalogo di beni di lusso letto da un adolescente sociopatico.

Invece diverte, e travolge. Ci si sente piacevolmente trascinati dentro la sua amoralità, si ghigna per tutta la durata del pezzo e, quando finisce, vien voglia di farlo ripartire. Il motivo è che il cinismo non viene presentato come una concezione del mondo, un modo di guardare le cose e di trarre poi conclusioni su di esse. Tutto è un numero da avanspettacolo. Non ci viene chiesto di ammirare i personaggi: ci viene concesso di assistere alla loro spudoratezza assoluta.

bbno$ non interpreta il testo con la gravità intimidatoria del rapper duro e tetragono che pretende di essere creduto. Non sembra voler dimostrare di essere davvero ricco, pericoloso, irresistibile o sessualmente onnipotente (d’altronde, basta guardarlo in faccia per capire che quella strada gli è preclusa). La sua voce è nasale, elastica, quasi svogliata, con una specie di sorriso incorporato. Elenca soldi, conquiste, glorie fatue e atrocità morali come se stesse scegliendo degli antipasti. La mostruosità diventa buffonesca perché manca del tutto la posa tragica; il personaggio è un miliardario immaginario interpretato da un impiegato che ha trovato una corona di plastica e ha deciso di tenerla per tutta la sera. Non è meno arrogante dei protagonisti tradizionali della spacconeria rap: è semplicemente troppo consapevole della propria assurdità per diventare davvero minaccioso.

Il testo funziona prima di tutto come macchina fonetica

Le frasi sono corte, le immagini si susseguono senza sviluppo psicologico, le consonanti rimbalzano sulla base e le parole sembrano scelte almeno tanto per il loro suono quanto per il loro significato. La stessa parola edamame è perfetta: esotica ma ormai da aperitivo, musicale, tondeggiante, ridicola rispetto alla smisurata vanteria che dovrebbe rappresentare. È l’equivalente verbale di uno che arriva in Lamborghini e ordina una insalata scondita.

La base non travolge per pesantezza o velocità. Ha piuttosto un’elasticità insolente: il basso gonfio, le percussioni asciutte e quel motivo saltellante impediscono al brano di fermarsi. Ogni battuta sembra già spingere verso quella successiva. Non c’è mai un punto nel quale appoggiarsi e assumere un’espressione seria: e quando arriva il suo momento Rich Brian, entrando, non ristabilisce alcun ordine. La sua voce più bassa e compatta sembra inizialmente offrire un contrappeso, ma finisce soltanto per rafforzare il meccanismo. Tra lui e bbno$ si crea un’intesa goliardica da coppia comica: due adolescenti intelligentissimi che hanno compreso quanto sia grottesco il linguaggio contemporaneo del successo e hanno deciso di abitarlo completamente, senza però smettere di prenderlo per il culo.

Il video porta questo principio alle sue conseguenze estreme

Una canzone di soldi, automobili e sesso avrebbe potuto ricevere il consueto accompagnamento di piscine, ville, bottiglie e corpi femminili esposti come elementi dell’arredamento. Invece i due si ritrovano dentro una specie di fantasy da sagra medievale, inspiegabilmente vestiti con armature di ispirazione rinascimentale che sono debitamente scintillanti e al tempo stesso hanno un che di farlocco, anzi più di qualcosa. E così vestiti si fanno il caffè, portano in giro i cagnetti, giocano a basket e a ping-pong, tentano di lavarsi i denti tenendo l’elmo in testa e si fanno fulminare da un mago con un cappello assurdo e una delle facce più tonte che io abbia mai visto.

La parodia raggiunge una perfezione quasi chapliniana. L’armatura è uno strumento smisurato rispetto allo scopo: chili di metallo, protezioni da guerra, mobilità ridotta, rumore di ferraglia, tutto per rimandarsi l’un l’altro una pallina sopra un tavolo. Ma soprattutto lo fanno con dovizia di strumenti: Rich Brian parte con la racchetta ma di lì a poco bbno$ gli risponde facendo rimbalzare la pallina con la spada, un cartello che avvisa della presenza di cani sradicato dal suo supporto, e non ricordo che altro. Sono degli idioti totali, ed è fondamentale che sembrino davvero felici di esserlo. Non c’è il sarcasmo superiore di chi guarda la propria stessa scena dall’esterno. Non è presente una posa metaironica, non stanno dicendo: “Guardate quanto siamo postmoderni, guardate con quanta intelligenza stiamo decostruendo l’immaginario del rap”. Sono completamente dentro la stupidità della situazione.

Lo stesso accade con il mago che li fulmina. In un altro video potrebbe essere una figura terribile, il custode di una forza oscura o l’avversario finale di un viaggio dell’eroe di campbelliana memoria. Qui sembra un guardamacchine - con quella faccia lì, non viene certo da assegnarlo a un mestiere che richieda più competenza - al quale siano stati concessi poteri elettrici. Li colpisce senza che l’evento produca vere conseguenze o acquisti un significato. Vengono fulminati, diventano burattini nelle sue mani, danzano al ritmo dei suoi incantesimi. L’episodio non sembra produrre in loro afflizioni né prese di coscienza.

Le regole delle casa del video

Il video obbedisce a una legge costante: ogni volta che qualcosa potrebbe diventare epico, bisogna degradarlo ipso facto a passatempo, incidente o pagliacciata. Armature: ping-pong, basket, comportamenti nonsense (si mettono anche a giocare a Scarabeo). Mago: folgorazione. Ricchezza e lusso: due deficienti che si divertono. Eppure Edamame non è soltanto una novelty song. Se fosse solo una canzone buffa costruita sopra un flow pazzesco - il quale, sia chiaro, non le manca - probabilmente avrebbe esaurito presto il proprio effetto. Invece dentro la filastrocca compaiono, come calate dal cielo, delle barre dotate di potenza autentica.

Quando il testo associa i soldi al loro odore, per esempio, il danaro smette di essere un mezzo astratto e diventa una sostanza fisica, con un che di animale. Non viene contato, mostrato o speso: viene fiutato. La ricchezza assume la forma di una dipendenza sensoriale, primordiale e vergognosa. Per un istante il buffone si trasforma in un mostro credibile. E ancora più singolare è la barra “I renovate the bad energy I erase”, che dobbiamo alla verve di Rich Brian. Applicare all’interiorità un verbo da operazione immobiliare è perfettamente coerente con il personaggio: ogni cosa può essere modificata come un appartamento. Le case, le donne, l’umore, il passato, la propria identità. Non c’è niente che non possa essere sottoposto a lavori di rinnovamento, purché si disponga del denaro e dell’arroganza necessari. È una forma di onnipotenza insieme comica e sinistra; Rich Brian non si limita a evitare ciò che lo disturba: lo rimodella e poi lo elimina. Tratta la propria vita psichica come un patrimonio da amministrare.

Edamame oscilla continuamente tra tre registri senza mai separarli: la filastrocca cretina, la spacconeria rap e il lampo di autentica invenzione linguistica. Una barra fa ridere perché parla di beni e corpi di donne con la solennità di un bilancio societario; quella successiva condensa in poche parole una forma perfetta di alienazione capitalistica. La comicità impedisce al testo di diventare pomposo o accusatorio; e, al tempo stesso, le barre migliori impediscono alla demenzialità di diventare innocua. Il video chiarisce definitivamente la natura della spacconeria: è un costume, proprio come l’armatura. I due la indossano, ci camminano dentro con difficoltà, ci giocano a ping-pong, vengono fulminati e continuano a rappare. Non fingono davvero di essere dèi del denaro: giocano a esserlo con la convinzione con cui due bambini impugnano spade di plastica. La differenza è che, di tanto in tanto, uno dei due bambini pronuncia una frase da tiranno shakespeariano.

È per questo che Edamame produce una forma così particolare di euforia amorale. Per la durata della canzone si può essere ricchi, irresponsabili, voraci, privi di memoria e immuni dalle conseguenze. Ma la voce narrante è tanto artificiale che l’identificazione non diventa mai sgradevole. Non desideriamo incarnarla; desideriamo soltanto continuare a sentirla parlare.

È il piacere del cattivo ben scritto, senza la fatica della trama.

E con due idioti in armatura che giocano a ping-pong.

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