Cardinale su Noire Journal, dopo ‘nTramenti

Sono tornato da ‘nTramenti ArtFestival, e nei prossimi giorni di questa esperienza del 7 agosto a Cardinale parlerò un bel po’, perché è stata interessante sotto diversi aspetti - e perché ho approfittato dell’occasione per esplorare ancora il paese e i suoi dintorni per mezzo della macchina fotografica.

Colgo intanto l’occasione di ringraziare lo staff del festival, a cominciare dalla curatrice Maria De Giorgio, perché non capita tutti i giorni di vedere una propria opera collocata in forma di installazione permanente, stampata su metallo, in una pubblica strada. Ringrazio anche l’amministrazione cittadina di Cardinale, che ha reso la cosa possibile, e tutte le persone che si sono rese disponibili a farsi ritrarre da me fotograficamente: in special modo Nico Nisticò, Barbara Ranieri, il sindaco Danilo Staglianò e diverse altre delle quali non conosco il nome. Ringrazio anche diversi anonimi abitanti di Cardinale che mi hanno indicato, proprio nella giornata del 7 agosto, alcuni luoghi affascinanti all’interno del paese che senza di loro non avrei mai trovato: chi si aggira per un posto che non conosce armato di macchina fotografica raramente approda a qualcosa senza complici.

Le foto che ho scattato a Cardinale, il 22 giugno e il 7 agosto, non esauriscono il loro scopo con la mostra temporanea che c’è stata né con la installazione permanente che d’ora in qua vedranno tutti quelli che si troveranno a passare per Via Giuseppe Verdi, ma continueranno a girare il mondo. Già due di esse sono comparse sulla Gallery Edition No. 1 del magazine fotografico Noire Journal dedicata al Mediterraneo: nei mesi e negli anni a venire altre diventeranno parte di ulteriori esposizioni, copertine di libri, libri fotografici veri e propri ed esperienze che oggi io stesso non so immaginare.

Un progetto fotografico riuscito è anche questo: qualcosa che non si esaurisce in sé, ma continua a generare una narrazione viva e articolata interagendo con contesti artistici diversi. E forse è proprio questo l’aspetto che mi interessa di più: fotografare un luogo significa stabilire con esso una relazione che continua molto dopo essere tornati a casa. Cardinale, per me, non sarà più soltanto un punto sulla carta geografica o il paese in cui sono stato invitato a lavorare. Sarà un archivio di volti, strade, muri, interni, incontri e coincidenze che continuerò a utilizzare e reinterpretare nel tempo. Alcune immagini resteranno legate alla storia del festival; altre prenderanno strade completamente diverse. È il destino migliore che possa immaginare per una fotografia: nascere in un luogo preciso e, senza smettere di appartenergli, diventare capace di parlare altrove, raccontando la storia che l’ha generata e molte altre.

Per chi fosse interessato alla voce di rassegna stampa relativa a Noire Journal, la trova qui.

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