La grazia, di Paolo Sorrentino
Ho visto al cinema La grazia e ho avuto contezza del fatto che Sorrentino ha imbroccato il capolavoro. La sola scena del presidente della Repubblica che rappa Le bimbe piangono vale il prezzo del biglietto, e mi viene da aggiungere che uno degli svariati meriti del film è far capire che c'è più verità - e quindi più poesia, anche nella finzione - in una strofa di Guè che nell'opera omnia di Jovanotti, perché mentre "Affacciati alla finestra amore mio" è una roba falsa ed artefatta in quanto le serenate non le fa più nessuno, "Affacciati alla finestra spacciatore mio" è una frase che ha un suo significato, visto che basta fare un salto a Napoli ai Quartieri Spagnoli per prendere atto che di gente che chiama lo spacciatore dal piano stradale alla finestra ce n'è quanta ne volete.