Niente da nascondere, di Michael Haneke
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Niente da nascondere, di Michael Haneke

Ancora un vecchio film, visto in streaming qualche giorno fa, e che non mi è piaciuto. Per carità: è pure ben girato tecnicamente, con bravi attori. C’è Georges, un intellettuale borghese che conduce un programma televisivo di letteratura, ed è un felice padre di famiglia. Le sicurezze della sua esistenza protetta si incrinano quando comincia a ricevere strani messaggi, impossibili da codificare: videocassette con immagini sue e dei suoi familiari ripresi di nascosto dalla strada, disegni infantili e violenti.

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Lessico famigliare, di Natalia Ginzburg
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Lessico famigliare, di Natalia Ginzburg

Sembra, dapprima, uno di quei romanzi tipicamente italiani, tendenti all’intimismo spicciolo, tutto fumo e niente arrosto e l'uso della lingua a fare da contorno: non succede niente, o quasi. Ma non lo è.

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La grazia, di Paolo Sorrentino
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La grazia, di Paolo Sorrentino

Ho visto al cinema La grazia e ho avuto contezza del fatto che Sorrentino ha imbroccato il capolavoro. La sola scena del presidente della Repubblica che rappa Le bimbe piangono vale il prezzo del biglietto.

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Motivi poco intelligenti per comprare libri
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Motivi poco intelligenti per comprare libri

Spesso compro libri per motivi che alcuni considererebbero poco intelligenti: la copertina, il titolo. Ricordo che, quando vidi la copertina di Felici i felici, di Yasmina Reza, non ci fu molto da dire, lo comprai, poi devo dire che mi trovai benissimo, andò tutto bene, anzi, poi quel libro è diventato un libro importante per me.

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Vivere dentro Emily in Paris
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Vivere dentro Emily in Paris

Io voglio vivere dentro Emily in Paris. Non a Parigi, proprio dentro la serie: dentro quella bolla dove il massimo del guaio che può capitare è “ha visualizzato e non ha messo il cuoricino”, e la crisi esistenziale si risolve cambiando cappotto. Voglio svegliarmi la mattina con il problema di dover scegliere tra due brunch fotogenici e una riunione “super important” che in realtà è un pretesto per litigare su un hashtag.

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Oro
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Oro

Sto traducendo una poesia di Mona Kareem, una poetessa Bidun assai talentuosa.

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The good shepherd - L’ombra del potere
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The good shepherd - L’ombra del potere

Fa soffrire parlar male di De Niro alla regia, ma tant’è; fermo restando che Eric Roth alla sceneggiatura ha le sue colpe. Ciò detto, se vi spoilero qualcosa - e lo farò - non me ne frega nulla, è un film del 2006. Il bello di parlare dei vecchi film è che puoi sentirti in diritto di pensare che chi ti legge li abbia già visti. Ma veniamo a noi.

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Tenera è la notte, di Francis Scott Fitzgerald
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Tenera è la notte, di Francis Scott Fitzgerald

La cosa straordinaria di questo romanzo, è che in esso vediamo saltare i parametri di narrazione e gli stilemi linguistici, formali - insomma: gli aspetti tecnici - del lavoro di uno scrittore che, dal punto di vista tecnico appunto, è stato forse il più perfetto del suo tempo, perlomeno tra gli anglofoni nati negli USA.

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Il museo dell’innocenza, di Orhan Pamuk
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Il museo dell’innocenza, di Orhan Pamuk

Mi sono convinto che una delle ragioni per cui Il museo dell'innocenza è un romanzo d'amore tanto straordinario è la spregiudicatezza di Orhan Pamuk nell'usare quello che ha. Nello specifico, lui ha Istanbul, e in quel romanzo non ci va leggero, la usa come una clava.

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Una tomba per Boris Davidovič, di  Danilo Kiš
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Una tomba per Boris Davidovič, di Danilo Kiš

Trattasi di un libro di racconti ("sette capitoli di una stessa storia", recita il sottotitolo) ed è anche un libro pieno di sofferenza e di vuoti. Naturalmente, per via di queste sue caratteristiche, non penso abbia mai scalato le classifiche di vendita: nondimeno, Una tomba per Boris Davidovič è un testo che val la pena di leggere, anche se è un libro di racconti - e sappiamo che pochi lettori amano i libri di racconti - proprio a causa del fatto che è pieno di sofferenza e di vuoti.

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