True Detective, finale della quarta stagione
L'unica morale sensata che riesco a trovare per il finale della quarta stagione di True Detective, dopo che mi ci sono scervellato un po', è che non bisogna scavare nel Permafrost per cercare strane cose a fini di ricerca.
Ma c'è un uomoooo, fooorte, con un nome fantastico (Witold Gombrowicz)
Mi sono reso conto che Gombrowicz potrebbe essere, con Houellebecq e Agota Kristof, lo scrittore più negativo del Novecento: quello che più in là si è spinto nell'esplorare lo schifo implicito nel puro e semplice essere vivi, respirare, togliere aria al prossimo, farsene togliere, e via discorrendo.
Il fucile da caccia, di Inoue Yasushi
Esordio narrativo - tardo: a quarantadue anni - di un poeta e critico d'arte. Un centinaio di pagine. Si legge in un'oretta. Si rilegge, volendo, per tutta la vita. Uno di quei libri che lo leggi a vent'anni, per dire, e ti sembra di aver capito delle cose. Poi lo rileggi un po' di tempo dopo e ti sembra di aver capito altre cose, diverse da quelle della prima volta. Lo rileggi un altro po' di tempo dopo e ti sembra di aver capito altre cose ancora, diverse da quelle della prima e della seconda volta. Non che il mio parere sia poi così autorevole: ma, secondo me, non c'è niente da capire. Solo una storia da leggere. Anzi, diverse storie.
Le regole dei poliziotteschi
Certi sabati, che non ho di meglio da fare, trascorro il pomeriggio a guardare vecchi film.
Eastern Promises, ovvero La promessa dell’assassino
Alcune osservazioni fatte con calma su La promessa dell’assassino, film di David Cronenberg.
Ma quale specchio
Lo si rilegge sempre con piacere, Le benevole di Jonathan Littell. Tuttavia, non bisogna fare l'errore che ha fatto qualche critico e molti lettori, e cioè di considerarlo uno specchio della realtà o un libro che racconta la verità dell'orrore nazista visto "da dentro".
Un panno per toglier lo sporco dal vetro di una macchina
Io penso che a fare la differenza, in un romanzo, siano - spesso e volentieri - certe scene che sono come un panno per toglier lo sporco dal vetro di una macchina. Ovvero, ripuliscono e consentono di vedere. Io quando ne becco una, di scene così, è sempre una gran soddisfazione perché poi anche tutto il resto del romanzo, anche quel che c'è prima, non so come dire: ti vien voglia di tornare indietro per rileggere tutto, o buona parte del tutto, alla luce di quel pezzo lì. Non è che lo fai sempre ma la voglia ti viene.
Insomma, è tutto un imbroglio
C'è una scena meravigliosa, nel romanzo La magica arte del furto del gagliardo romanziere scozzese Christopher Brookmyre.
No, Pasolini non era fascista
Qualcuno ha detto che Pasolini era fascista. È una scorciatoia comoda, e infatti è sbagliata. Pasolini è stato molte cose insieme: un comunista anomalo, un moralista brutale, un reazionario del costume, un mistico laico, un eretico permanente. Senza di lui non sarebbero esistiti intellettuali come Fabrice Hadjadj e Giovanni Lindo Ferretti - e avremmo dovuto fare a meno di quel gioiello di canzone che è Amandoti, il che sarebbe niente meno che una tragedia.
Chiaro che a questo punto ci si mena, no?
Alcuni fenomeni moderni, o tali in apparenza, non trovano un artista o un narratore contemporaneo che sappia disvelarli nel loro pieno fulgore: guadagnano invece insospettati cantori nelle schiere dei maestri del passato.
Poetry slam a Roma. 01.02.26.
Io ci sarò.
La botta di culo, dipende da chi la scrive
Il potere della letteratura è quello di nobilitare anche le cose turpi o triviali, no?
Encomio del tiranno (parlando di Rivals)
Il personaggio dell'editore interpretato da David Tennant in Rivals è complesso, sottile, sfaccettato.
Heroes (parlando di Stranger Things)
Ho guardato l'ultima puntata di Stranger Things e vabbè, al netto di uno scontro finale molto deludente - ho temuto di più certi boss di Dark Souls, mortacci loro - prendo atto che é stata una serie che non poteva non piacermi: giocava sporco, riportandomi a quando mio fratello ed io impazzivamo per AD&D e scoprivamo i romanzi del Re e di Clive Barker. Ma non é di questo che mi va di parlare, bensì di una cosa che ho capito solo ora - e cioè del perché mi piacciono i protagonisti della serie.
Kafka inevitabile
Aver letto Kafka é tanto più rilevante in quei giorni, o quelle notti, della tua vita in cui coscienza e memoria interagiscono con più fervore.