Chiaro che a questo punto ci si mena, no?

Alcuni fenomeni moderni, o tali in apparenza, non trovano un artista o un narratore contemporaneo che sappia disvelarli nel loro pieno fulgore: guadagnano invece insospettati cantori nelle schiere dei maestri del passato. Prendete ad esempio il concetto di Friendzone. Potete credere che appartenga ai nostri tempi, no? Eppure, chi ha saputo raccontarlo meglio di Giorgio Bassani ne Il giardino dei Finzi-Contini, romanzo del 1962? Per contro, a volte si producono opere e si inaugurano generi che ci mettono decenni, o secoli, per giungere a maturità e compiutezza. Nel 1939 Filippo Tommaso Marinetti scrive, con Patriotismo Insetticida (*), un godibile romanzo umoristico futurista: narrazione in cui una vicenda largamente priva di senso, motivata da pretesti (quando va bene), procede - tra gli sghinazzi del lettore - fino a un finale delirante con uso incongruo di avveniristici dispositivi tecnologici del tutto improbabili. Ebbene, il libro di Marinetti è bello, ma si sente che manca qualcosa: è chiaro che ci sarebbe da sviluppare le idee, ragionare su come evolverle, portare a compimento un percorso. E invece il genere viene del tutto abbandonato fino al 1977, in cui risorge in tutto il suo fulgore in Giappone: grazie alla prodigiosa opera d'animazione Yattaman, ultimo concept scaturito dalla turbolenta fantasia del prematuramente scomparso Tatsuo Yoshida.

(*) Sí, nel titolo Patriotismo è scritto con una sola T.

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No, Pasolini non era fascista

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Poetry slam a Roma. 01.02.26.