Trilogia del Marconi Hotel. Il progetto

La Trilogia del Marconi Hotel è una installazione composta da tre fotografie di formato diverso.

Come da progetto, sono state installate nella loro sede espositiva - la residenza privata di un collezionista - in un ordine preciso. Da sinistra a destra, esse sono:

  • The Hungarian Princess’s Virtuosity, 100 × 134 cm;

  • Verrà il tuo regno e avrà l’appoggio che cercavi, 154 × 86 cm;

  • Une élégance de bunker sentimental, 80 × 142 cm.

Sono state stampate su carta Canson Infinity Platine Fibre Rag 310 g/m². Si tratta di una baryta su base cotone, con superficie satinata molto discreta: offre neri profondi, grande separazione nelle ombre e ottima brillantezza delle luci, ma senza l’effetto lucido un po’ commerciale della fotografia RC.

Si è trattato di una scelta ponderata con attenzione, dopo diverse prove d’autore effettuate con diversi tipi di carta: tutte e tre le fotografie vivono del rapporto fra blu/nero profondo e arancio luminoso, e una matte pura avrebbe potuto togliere parecchia energia proprio ai riflessi e alle sorgenti luminose.

Sulle singole fotografie:

  • The Hungarian Princess’s Virtuosity: avrebbe potuto tollerare maggiormente una carta opaca, perché ha una componente più pittorica e atmosferica. Anzi, le prove di stampa con carte opache hanno dato risultati alquanto interessanti. Tuttavia, visto che è parte di una trilogia, si è deciso di stamparla sulla stessa carta delle altre per dare coerenza narrativa. Sulla Platine la finestra illuminata e le scie stradali hanno conservato luminosità senza diventare aggressive - un risultato molto desiderabile, in fin dei conti.

  • Verrà il tuo regno e avrà l’appoggio che cercavi: si tratta di un'immagine in cui le sorgenti luminose e i riflessi devono quasi emergere dal nero. Una baryta satinata le dà quella specie di profondità “da lastra” che, a mio avviso, si avvicina molto alla perfezione - la quale, come sappiamo, non è di questo mondo.

  • Une élégance de bunker sentimental: la Platine ha fatto lavorare benissimo il contrasto fra i neri della notte, il blu freddo e l’arancio quasi liquido della pozzanghera. La materia bagnata aveva bisogno di una luminosità fisica che, con una Photo Rag matte, sarebbe stata utopia.

Le tre stampe sono state montate su pannello composito rigido, planare, senza passe-partout. La carta resta visibile come superficie fotografica, con quella satinatura minima che reagisce alla luce soltanto avvicinandosi. Nessun effetto plexiglass, nessuna brillantezza uniforme. Ho voluto che le immagini serbassero la loro profondità interna. E la cornice che è stata scelta risulta pressoché inesistente: profilo nero opaco di circa 15 millimetri, profondo quattro centimetri, con la foto leggermente arretrata rispetto al bordo frontale. Cosicché, guardandole, di lato non si può fare a meno di percepire un minuscolo volume nero staccato dal muro. Vetro dallo spessore appena superiore al minimo: museale extra-chiaro low iron con trattamento antiriflesso ottico su entrambe le facce, spessore nominale 4 mm. Nessun bordo bianco. Le opere non sono state allineate secondo i bordi superiori o inferiori, bensì secondo il centro ottico dell’installazione.

Le fotografie

Simulazioni di installazione