Mostra collettiva
URBAN Photo Awards 2026
Luogo: NOVO Foraperfora - Via Luigi Cadorna 10a, 34124 Trieste (TS)
Date: 10 ottobre – 30 novembre 2026
Diciassettesima edizione del concorso fotografico internazionale dedicato alla fotografia urbana e al racconto della vita nelle città, promosso da dotART, nell’ambito del network fotografico DOTLOGIC, e legato al festival internazionale Trieste Photo Days.
L’opera viene esposta in seno al circuito Trieste Photo Fringe, che si colloca parallelamente al programma principale del festival, esprimendo la sua vocazione diffusa attraverso una rete di spazi espositivi, locali pubblici e luoghi della vita cittadina, particolarmente animati nei giorni del Trieste Photo Days, con lo scopo di avvicinare la fotografia contemporanea a un pubblico più ampio, valorizzare il lavoro di autori emergenti internazionali e trasformare la città stessa in uno spazio espositivo aperto e accessibile.
Opera esposta:
Cycling Beneath The City
Foto n. 40 del progetto Islands in the Subway
L’esposizione
Trieste Photo Fringe riunisce tecniche fotografiche differenti attorno a una comune riflessione sulla realtà contemporanea e sulle molteplici forme dell'esperienza umana, in una eterogeneità di linguaggi che spazia dalla fotografia documentaria alla sperimentazione visiva, dalla ricerca formale all'indagine sociale. Le opere esposte esprimono una pluralità di sguardi e approcci artistici differenti, che vanno dall'osservazione documentaria del quotidiano alla reinterpretazione astratta della realtà, dall'indagine sulla condizione umana alla sperimentazione sulle forme, sulla luce e sulle possibilità espressive del linguaggio fotografico.
Cycling Beneath the City di Davide Borowski è una meditazione sulla relazione fra l'individuo e gli spazi impersonali della città contemporanea, nonché sulla possibilità che anche nei luoghi più ordinari e funzionali si manifestino inattese forme di bellezza, sospensione e raccoglimento. La fotografia, realizzata nella stazione Porta Furba-Quadraro della metropolitana di Roma, trasforma un ambiente destinato al movimento e al transito in uno spazio di contemplazione, nel quale la geometria architettonica e la presenza umana concorrono a produrre un'immagine attraversata da un senso di classicità e di silenzio, quasi a sottrarre per un istante la vita urbana al proprio incessante scorrere.