Islands in the Subway n. 13

- No ma Davide guarda, lo devi portare avanti questo progetto.

- Lo sto facendo. Ci passo ore, in metro alla ricerca delle facce giuste. Gli ho pure dato il nome definitivo, si chiama Islands in the Subway.

- Mi piace. Mi piace.

- Io, quando do un nome a qualcosa, vuol dire che mi ci sto impegnando.

- Ah, c'è un qualche significato simbolico?

- A parte il riferimento a Islands in the Stream di Hemingway? No, è che le cose diventano serie quando si istituzionalizzano, per me. E le persone serie classificano, creano tassonomie, elaborano nomenclature. Incasellano. Si diventa persone serie quando si cerca di ordinare il mondo anziché viverlo.

- Avrei dovuto aspettarmi una risposta del genere, da te.

- Chiedi e ti sarà dato, compatibilmente col pareggio di bilancio.

Indietro
Indietro

Tutti gli uomini del re, di Steven Zaillian

Avanti
Avanti

Sewer, Gas and Electric: the Public Works Trilogy, di Matt Ruff