Il video di Suspension, o del fallimento struggente

Il motivo per cui il videoclip di Suspension, la canzone dei Mae - cercatelo sul Tubo - è così struggente sta nel fatto che vediamo una persona costruire una cosa che non ha nessuna possibilità di funzionare: ma noi lo sappiamo, lui no. L’aeroplano che il bambino costruisce nel granaio non ha la benché minima possibilità di volare, solo che lui non lo sa. Non ha modo di saperlo. Non possiede le nozioni in funzione delle quali si può costruire un aeroplano che voli davvero. Non ha i materiali. Non ha neanche il permesso legale di fabbricarlo. Eppure, a queste cose non pensa minimamente. Vuole costruire un aeroplano, e fa con quel che c’è. L’ottimismo della volontà, a quell’età, ti può far fare cose pazzesche.

Quando lui trascina l’aeroplano fuori dal granaio, è bellissimo l’aeroplano ed è bellissimo lui. È bellissimo quando si inerpica per la collina per portarlo su, ed è bellissimo quando prova a farlo volare. È bellissimo perfino nel suo fallimento annunciato. Ha una faccia seria e concentrata che possiamo ammirare e basta.

Perché a quel punto il videoclip ha assunto valenza universale, per così dire. Parla di tutti i progetti impossibili che abbiamo avuto nella vita. Di tutte le volte in cui abbiamo investito mesi, anni, sentimenti, energie in qualcosa che, visto da fuori, non aveva alcuna possibilità di funzionare. Una relazione, un sogno professionale, un trasferimento, un'amicizia. Il bambino fallisce, certo. Ma il dolore non nasce dal fallimento. Nasce dal fatto che, crescendo, impariamo a fare i conti prima ancora di cominciare. Impariamo a distinguere il possibile dall'impossibile. Lui no. E per questo, mentre lo guardiamo, proviamo al tempo stesso tenerezza e ammirazione e nostalgia per quella parte di noi che era disposta a tentare comunque.

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