Il banchiere della Resistenza, di Joram Lürsen

Il film racconta la storia di due fratelli, due banchieri, che negli anni oscuri dell'occupazione nazista hanno finanziato ogni attività della Resistenza olandese: scioperi, azioni di sabotaggio, eliminazioni di ufficiali e gerarchi, tutto. Dal 1941 al 1945 hanno vissuto una doppia vita: banchieri ufficialmente collusi col regime da una parte, sovvenzionatori segreti della Resistenza dall'altra. Alla fine c’è una scena meravigliosa, che secondo me vale il film da sola. Dopo una lunga caccia, i nazisti beccano uno dei due fratelli (non lo considero uno spoiler, ciò che sto scrivendo, perché questo signore ha un monumento in piazza ad Amsterdam che spiega per filo e per segno chi era e cosa faceva). Ovviamente lo torturano, gli strappano le unghie, gli fanno saltare un tot di denti, lo pestano a sangue, e tutte quelle cose lì. Da lui vogliono sapere come diavolo ha fatto a fare quello che ha fatto: deve avere appoggi a Londra, gli Alleati di sicuro gli mandano soldi, oppure è un falsario provvisto di una ramificata organizzazione? Si noti che quando questa cosa succede la guerra è quasi finita, e i nazisti sanno bene di aver perso. Il problema è, per loro, l'umiliazione intellettuale, il complesso di inferiorità: ci deve essere per forza una spiegazione, pensano, quest'uomo ci prende in giro da anni, peraltro non senza un gusto raffinato per la beffa fine a se stessa, un senso dell'umorismo corrosivo applicato alle trappole che ci prepara, e in cui regolarmente caschiamo, possibile che stia facendo tutto da solo?

Wally, così si chiama il banchiere, d'altra parte sa benissimo che per lui non ci sono speranze, lo fucileranno, non rivedrà più la sua famiglia: e all'improvviso capisce tutto. Si rende conto che il suo interrogatorio non ha altro scopo che fornire un alibi alla scempiaggine dei suoi nemici, e non gliela dà vinta neanche allora. Legato alla sedia mani e piedi, grondante sangue, sussurra al nazista in tono complice, quasi volesse dirgli davvero la verità:

"Vuol sapere davvero come sono riuscito a prendervi in giro? Ci sono riuscito perché io sono più intelligente".

Poi ovviamente lo fucilano assieme ad altri, la fine è quella lì. E' una storia vera, non c'è lieto fine. Però c'è un'altra scena bellissima, dopo questa, che non vi racconto, in cui i nodi vengono al pettine, e la immensa beffa messa in piedi da Wally e suo fratello mette in imbarazzo perfino i vertici della Banca centrale olandese, a guerra finita, al punto che debbono mettere tutto a tacere e non si saprà nulla della loro impresa per decenni. Il suggello definitivo alla loro piratesca avventura. Peccato che Wally non sia vissuto per vederla.

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