Una lingua che non conosco
Qualche giorno fa una testata brasiliana ha pubblicato un articolo su Arabo è donna. Non mi aspettavo che si parlasse così presto del mio lavoro in una lingua di cui ho scarsissime nozioni, e devo dire che dà una sensazione strana. I libri sono oggetti che nascono in un contesto preciso, pieni di riferimenti impliciti, di gerarchie invisibili, di cose che l'autore dà per scontate - anche se magari non dovrebbe. Poi attraversano una frontiera e diventano altro. Mi sono chiesto cosa possa vedere un lettore brasiliano in un libro che parla di sette poetesse del mondo arabo e che nasce in Italia. Forse cose che io stesso non vedo. Forse, cose che non vedrò mai.