Alcuni film che mi hanno segnato

O che, perlomeno, hanno avuto un peso nel mio modo di guardare le cose.

In ordine alfabetico.

Così de botto, senza senso.

Alba tragica, di Marcel Carné. Anatomia di un rapimento, di Akira Kurosawa. L'angelo del male, di Jean Renoir. L'angelo ubriaco, di Akira Kurosawa. L'asso nella manica, di Billy Wilder. Il bandito della Casbah, di Julien Duvivier. Bassifondi, di Akira Kurosawa. Bella di giorno, di Luis Buñuel. Il cacciatore, di Michael Cimino. Le catene della colpa, di Jacques Torneur. La cena delle beffe, di Alessandro Blasetti. Come in uno specchio, di Ingmar Bergman. La contessa scalza, di Joseph L. Mankiewicz. L'eclisse, di Michelangelo Antonioni. Fino all'ultimo respiro, di Jean-Luc Godard. Gang, di Robert Altman. Il grande caldo, di Fritz Lang. Fargo, dei fratelli Cohen. Kagemusha, di Akira Kurosawa. Luci d'inverno, di Ingmar Bergman. La mia droga si chiama Julie, di François Truffaut. Una pallottola per Roy, di Raoul Walsh. Il porto delle nebbie, di Marcel Carné. Rapporto confidenziale, di Orson Welles. Senza tetto né legge, di Agnès Varda. Soldi sporchi, di Sam Raimi. La strategia del ragno, di Bernardo Bertolucci.

Nella foto: La strategia del ragno, perché sì.

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Aggiunte un po’ di poesie alla pagina in cui leggo versi miei