Un nuovo problema, finalmente
Sto parlando della rassegna stampa.
All’inizio era, molto semplicemente, un elenco di uscite: articoli, segnalazioni, interviste, comunicati. Poi il materiale ha preso ad accumularsi, a provenire da luoghi molto diversi e soprattutto a raccontare cose diverse.
A quel punto l’ordine puramente cronologico non bastava più. Anche perché non era poi così cronologico: inserivo le cose nella rassegna man mano che le scoprivo, e mi capitava di scoprire anche cose vecchie di mesi. Cosicché ciascun materiale rinvenuto portava - e porta tuttora - due date: la data di quando è stato pubblicato, e quella di quando l’ho scoperto. Sì, è un po’ un casino. No, non si può fare diversamente: il mondo è grande, pure se a volte sembra uno sgabuzzino; Internet è pure peggio, nel senso che a volte sembra ancora più minuscola, sbatti la testa contro il soffitto, però altre volte diventa sterminata. Non c’è modo di sapere automaticamente le cose nel momento in cui qualcuno le scrive. Quindi, mi sono trovato nel bisogno di organizzarmi un po’ meglio.
Ora la rassegna è organizzata in cinque percorsi: comunicati stampa e materiali per i media; media nazionali e internazionali; media regionali e locali; riviste, magazine e media culturali; social, segnalazioni e community.
Restano anche due accessi alla raccolta completa: per ordine di inserimento, per vedere come la rassegna si è costruita nel tempo, e per ordine cronologico, per ricostruire la successione effettiva delle uscite.
La rassegna non è più soltanto il posto dove accumulare ciò che è uscito: sta diventando una specie di mappa pubblica della circolazione del mio lavoro, dalla poesia alla fotografia, dai libri alle mostre, dai festival alla radio - passando per testate nazionali, giornali locali, magazine culturali e social.
Quando una cartella comincia ad avere bisogno di un’architettura, in genere significa che dentro ci è finita parecchia roba.
E, per una volta, è un problema che mi tengo volentieri.