Secondo me è stata una cosa

Avete presente una cosa, tipo

Quando Annibale arriva in cima alle Alpi

E guarda giù

E pensa:

“Vabbè, adesso in fondo dobbiamo solo scendere”

 

Avete presente una cosa, tipo

Quando il primo tizio che ha assaggiato un’ostrica ha capito che non sarebbe morto

 

Avete presente una cosa, tipo

La prima volta che Tamerlano ha issato le sue bandiere a Persepoli

Le ha viste che garrivano al vento

E facevano quell’effetto che fanno le bandiere al vento

Quando vanno tutte nella stessa direzione

Il vento non le fa sbattere o cedere, non è un vento incostante

Che soffia dritto per un po’, poi si affloscia

E con lui si afflosciano pure le bandiere

È un vento che le fa stare tutte tirate da una parte

E sotto le bandiere Tamerlano guarda

E c’è la sua armata

Un sacco di gente a cavallo

Che inalberano tutti le sue bandiere

Che vanno dritte da una parte

E non si afflosciano

Ecco, avete presente una cosa così

 

Una cosa tipo

Quando i Beatles atterrano al JFK il 7 febbraio, e trovano una situazione isterica

E secondo me è stata una cosa, tipo

Che Ringo esce dall’aereo per ultimo

E sta lì sulla scaletta, e vede tutte queste fighe che

Urlano, smaniano, mandano baci

E per prima cosa pensa: “Vabbè, lo fanno per John e Paul, mica per me”

Ma poi

Ringo scende la scaletta

Passa in mezzo alle tipe

E quelle tendono le braccia

Hanno le unghie laccate di tutti i colori del mondo

Mandano baci

Gridano

Non solo verso John e Paul, che era anche prevedibile

O verso George, che qualche volta poteva capitare

Ma verso Ringo, magari un po’ meno

Ma pure verso di lui

Ecco, una cosa tipo così

 

O una cosa tipo

Il giorno che Lucio Cornelio Silla si trova davanti l’esercito che Roma gli ha mandato contro

E quell’esercito, invece di combatterlo, si unisce a lui

Una cosa tipo questa, oppure

Tipo la sera in cui Arthur Miller capisce che Marilyn ci sta

 

Secondo me è stata una cosa, tipo

Che Arthur Miller è uscito con Marilyn

Giusto per dire che era uscito con Marilyn

Figurarsi se uno che esce con Marilyn, lì per lì pensa

Che quella ci può stare

Lo fai per l’onore della bandiera, ecco

Ma è difficile sentirsi all’altezza

E invece, a un certo momento della serata

Mentre stanno bevendo champagne

Marilyn ride rovesciando la testa all’indietro

E poi, quando smette di ridere

C’è qualcosa, della risata che ha appena fatto

Che le è rimasto negli occhi

E Arthur Miller si guarda intorno

E adesso gli ottoni del bar dell’albergo

(Ho sempre immaginato questa scena nel bar di un albergo)

Luccicano, in un modo diverso da prima

Non è che fossero opachi, eh

Era sempre un albergo di lusso

Non è nemmeno che luccicano di più

Ma è un luccichio diverso

Che si abbina con ciò che la risata di Marilyn le ha lasciato negli occhi

E adesso Marilyn si aggiusta un po’ sul divanetto, si siede più comoda forse?

E il velluto del divanetto manda un odore di velluto

E Arthur Miller si ricorda questa cosa bizzarra

Che il velluto a volte ha quell’odore, ma altre volte no

Ecco, adesso sì

 

Oppure, avete presente una cosa tipo

Quando uno sale sul palco

E prima ancora di dire niente

Anche se non fa parte dei Beatles

E non è John, né Paul, né George, e neanche Ringo

Eppure, sale sul palco e

Sente il pubblico urlare

 

Avete presente una cosa tipo

Quando ti accorgi che la porta

Che hai spinto per scherzo

Era aperta

 

Quando Cesare arriva sulla riva del Rubicone

E per qualche ragione nessuno gli dice:

“Oh, ma sei proprio sicuro?”

 

Quando Maradona si rende conto

Che può dribblarne anche cinque di fila

E il sesto, probabilmente, uguale

Maradona capisce che non è una questione di numeri

Non è che ne dribbla uno

E poi magari due

E al terzo, o al quarto, è stanco

No, non c’entra quanti sono

 

Oppure, una cosa tipo

Quando il tipo che ha scoperto il fuoco

Capisce che se ci mette sopra la carne

Succede una cosa interessante

 

Quando uno bacia una donna

Convinto che, ecco

Si prenderà un ceffone

E invece no

 

Quando il generale avversario

Manda un messaggero

Per chiederti le condizioni

Allora tu sali su un’altura col tuo cavallo

E col tuo stato maggiore, i tuoi più alti ufficiali

Galoppate fin lassù

Per vedere quanto è grande l’esercito avversario, dall’alto

Fin dove si estende, sulla pianura

Perché i cavalleggeri che ieri hai mandato in ricognizione

Dicevano che era il doppio del tuo

E allora avete fretta di capire come stanno le cose

E galoppate fin sull’altura

E guardate l’esercito nemico dall’alto

E sì, è il doppio del tuo

Anche di più

Eppure vogliono arrendersi, così ha detto il messaggero

O quantomeno

Vedere se ci si può metter d’accordo

 

Una cosa tipo

Quando Gagarin vede la Terra

Dallo spazio

E per qualche secondo

Anzi, per un bel po’ di tempo, a dire il vero

Non c’è nessuno

Che possa spiegargli

Come dovrebbe sentirsi

 

Una cosa tipo

Quando fai una cosa

Che non avevi nessun diritto di poter fare

E invece riesce

 

Quando la ripeti

e riesce di nuovo

 

Quando uno prova a mentire

E vede che gli credono

 

Quando insiste

E gli credono ancora

 

Quando Fleming guarda la muffa

Nel posto dove non avrebbe dovuto esserci

E capisce che forse

La questione non è la muffa

 

Quando il mondo

Che fino a cinque minuti prima

Sembrava enorme

All’improvviso

Diventa un po’ più piccolo

 

Quando capisci

Che magari

Non eri tu

Quello che doveva avere paura

 

È lì che cominciano i problemi

Ovviamente.

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