Magari puoi andare in Portogallo
Se ti annoi di casa tua, non so
Magari puoi andare in Portogallo
Ci sono attrici con nasi grandi e occhi avanguardisti
Che già nel momento in cui la pensi, l’espressione
“Occhi avanguardisti”
Pensi che è una cazzata
E che, se la dici all’attrice col naso grande
“Hai gli occhi avanguardisti, dolcezza”
Quella ti risponde
“Ma che cazzo dici, idiota”
Ci sono tutte le cantine di Porto
In Portogallo
Che, se la cosa degli occhi avanguardisti era un po’ stupida
Questa è una cosa un po’ ovvia, invece
Dove dovrebbero essere le cantine di Porto, in Finlandia?
Queste sono riflessioni che di regola non faresti
Ma la frequentazione con l’attrice dal naso grande
Ti spinge a farle
Lei è una che ci tiene molto, sia al lessico
Che al senso di ciò che si dice
Afferma che ciò dipende
Dal fatto che, in quanto attrice
Che lavora nelle fiction tv
Le tocca leggere di continuo dei copioni di merda
Nelle cantine di Porto i barman ti servono
Con una calma disillusa che sembra recitata
E quando lo fai notare all’attrice col naso grande
Lei dice che hai detto una cosa da turista del cazzo
E aggiunge che qui nessuno, mai, usa la parola “barman”
Lei ha questa cosa che nessuna italiana avrebbe
Di essere, al tempo stesso, molto viva e leggermente finita
Come se avesse nostalgia di sé stessa mentre sta vivendo
Quando mi bacia, ha la bocca che sa di sigaretta
Il fatto è che non l’ho mai vista fumare
Quando l’ho conosciuta, mi ha detto che lei è un po’ puttana
Che è una cosa legata al lavoro dell’attrice, non c’entra col sesso
E mi ha chiesto se mi piacciono le puttane
Io le ho detto che secondo me esistono due categorie di uomini
Quelli ai quali piacciono le puttane
E quelli che si vergognano ad ammetterlo
E lei si è messa a ridere
Non è una che ride molto spesso
Dopo aver fatto l’amore mi guarda come
Uno che andrebbe disapprovato, con tutte le ragioni del mondo
Poi però mi dice: “Mi piace come mi scopi”
Al che io le dico che è una cosa strana da dire con quella faccia
E lei dice: “Perché, che faccia ho?”
E io le dico che ha la faccia di una che mi disapprova
E lei dice: “Ho detto che mi scopi bene, mica che non ti disapprovo”
E poi aggiunge, dopo un po’:
“Questa è una vita piena di compromessi”
Il Portogallo è un buon posto per morire se sei un poeta
Ma anche se sei un inglese
Nel 1813, a Lisbona, Sir William Erskine
Iniziò a dare segni di squilibrio
Pensava che tutti fossero suoi nemici
A volte non riconosceva nemmeno le persone che conosceva
Cose così, e anche peggio
Infine si suicidò gettandosi dalla finestra di un albergo
Secondo una certa aneddotica, prima di spirare sul selciato
Avrebbe detto: “Ma perché mai l’ho fatto?”
In Portogallo i cani sembrano malinconici
Mi pare che guardino l’Atlantico come pensionati delle ferrovie
Ma non glielo dico, all’attrice col naso grande
Che sennò mi risponde che ho detto una cosa da turista del cazzo
Poi però mi chiede a cosa sto pensando
E gliela dico, questa cosa dei cani
E lei non risponde che ho detto una cosa da turista del cazzo
Risponde invece che qua i pensionati delle ferrovie
Sono felici, altro che puttanate
Perché almeno loro ci sono arrivati, a prendere la pensione
I tram salgono lentamente per le colline
Come se l’idea di arrivare da qualche parte li preoccupasse
E si finisce per girare Lisbona pensando a Pessoa
Come tutti gli stronzi che arrivano a Lisbona pensando a Pessoa
L’attrice col naso grande mi porta in una osteria
Scusa, in una tasca
Perché, da queste parti, è così che la chiamano
E mi racconta che suo padre lavorava sulle navi mercantili
E che da bambina pensava
Che tutti gli uomini fossero destinati a sparire nell’oceano
Io le rispondo che da dove vengo io
Gli uomini spariscono ugualmente
“Forse vengono qui in Portogallo”, soggiungo
“E dopo spariscono nell’oceano”, risponde lei
Ridendo.