Mara David legge: Le colazioni felici
La prima volta che la poetessa Mara David ebbe modo di ascoltare la mia poesia Le colazioni felici eravamo avversari.
Entrambi finalisti del Torneo dei Poeti, a Pulsano, dove la scena aveva ancora quella cosa un po’ brutale delle gare: il microfono, le palette alzate coi voti, quel minimo di tensione che in una gara c’è sempre. Che poi in realtà, e lo dico con grande simpatia per gli altri partecipanti, ben di rado mi sono trovato in una competizione più amena e garbata di quella: fin dal primo momento si stabilì, se non tra tutti noi di sicuro tra molti, una simpatia e una complicità che non venne meno per l’intera durata della gara. E neanche dopo: infatti, non ci siamo persi di vista e abbiamo continuato a sentirci.
Quando, un po’ di tempo dopo, Mara mi ha contattato con la proposta di leggere alcuni miei testi sul suo canale YouTube, ovviamente ho accettato: l’avevo ascoltata, sapevo che era brava. Quello che mi era sfuggito, sicuramente a causa di una distrazione mia, era quanto brava fosse. Nella sua lettura de Le colazioni felici c’è molto di più di quello che potrei mai metterci io. Come al solito rosico, quando vien fuori che in giro c’è gente molto più brava di me a fare una cosa in cui penso di esser bravo. In questo caso il rosicamento è un po’ attenuato: sapevo già che c’è gente più brava di me a leggere le mie poesie, avendole udite nella lettura di Maurizio Lioniello. Epperò, comunque, rosico.
La lettura di Mara David de Le colazioni felici la trovate qui.