La poetica della Sony Alpha a7 IV

La Sony Alpha a7 IV non é una macchina fotografica, é una filosofia di vita.

All'estremo opposto c'é il foro stenopeico: il culmine del principio di accettazione per quanto concerne luci, spazi, ambienti. Prendi quello che c'è: come chi si guarda nel cuore, cantava Ivano Fossati ne La pianta del tè.

La Sony Alpha a7 IV non é una macchina fotografica, da questo punto di vista. É un dispositivo di negoziazione col reale. Non abita luce e spazio: li interpreta, li corregge, li anticipa.

Autofocus a rilevamento di fase su tutto il sensore.

Real-time Eye AF per umani, animali, uccelli.

Tracking predittivo basato su riconoscimento del soggetto.

Mappatura del colore in tempo reale.

HDR computazionale.

Stabilizzazione a cinque assi con compensazione dinamica.

Focus breathing compensation.

Profili S-Log3 e S-Cinetone.

Campionamento colore 10-bit 4:2:2.

Algoritmi di riduzione del rumore su base neurale.

Riconoscimento della scena.

Ottimizzazione automatica della gamma dinamica.

Alla fine, é uno spettro. A un polo c'è Vivian Maier: il Novecento. All'altro c'è Tunde Valiszka: Blade Runner. Dove vuoi stare, cosa ti piace, cosa ti interessa, lo decidi tu. Su cosa sia più nuovo e significativo, io ovviamente ho le mie idee e penso che si capisca quali siano.

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