Feud (seconda stagione)

Nella seconda stagione di Feud, a un certo punto arriva il momento in cui Babe Paley, la leggendaria fashion editor di “Vogue” – da molti considerata la donna più elegante di ogni tempo, con buona pace di Coco Chanel – incontra, per strada, lo scrittore Truman Capote. I due sono stati, un tempo, amicissimi. Ma non si parlano da lunga pezza, lei è andata su tutte le furie per come lui l’ha raccontata e descritta in Preghiere esaudite, mettendo in piazza le infedeltà di suo marito e le nevrosi che la affliggono, e si è concessa una vendetta feroce facendolo escludere da tutti i ritrovi dell’alta società. Niente più inviti in televisione, alle feste, ai vernissage; niente più porte aperte nella élite dei privilegiati alla quale Capote disperatamente aspira. Porte, anzi, sbarrate. I due sentono molto la reciproca mancanza. Si incontrano per caso, e lì – vedendosi – non riescono a non perdonarsi a vicenda. Lei sta morendo di cancro, lui di alcolismo. Lei è più ricca di Creso, lui è senza un soldo. Lei bellissima, lui disfatto dagli stravizi. In un istante compiono il balzo che colma tutte le differenze e i rancori accumulati. Si abbracciano, con gli occhi lucidi. Al momento del congedo, quando si sono già distaccati di qualche passo, Babe domanda a Truman: “Stai scrivendo, vero?”. E lui, allargando le braccia sconsolato: “Ci provo!”. E lei di rimando: “E questo devi fare, continuare a provarci. Perché dopo tutto, chi è che ci riesce veramente?”. Ho pianto come una vite tagliata.

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Il primo aprile, Limoni a Milano.

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