Come noi

Il mio amico Maurizio fa il medico

Di questo sono abbastanza certo

Una volta faceva il medico dei detenuti

Però non gli bastava

E allora adesso fa ancora il medico dei detenuti

Però mi è sembrato di capire

Da come egli descrive la sua vita lavorativa

Che non solo sono detenuti

E quindi, sovente, criminali

Ma anche pazzi

Non sono proprio certissimo che sia questa

La sua qualifica professionale

Ma sembra esserlo

Anche se la mia definizione

Potrebbe peccare di informalità

Nel posto dove Maurizio

Fa il medico dei pazzi

Anzi, dei detenuti pazzi

C’è un detenuto

Il quale, chiaramente, è pazzo

O forse no

Sembra che trascorra la sua giornata

A raccogliere le cicche delle sigarette

Che gli altri detenuti fumano

E poi buttano qua e là

In questo posto, i detenuti hanno una certa libertà di movimento

E di azione

O forse credono solo di averla

Perché sono pazzi

Come noi

Quindi, siccome sono pazzi

Probabilmente buttano anche le cicche in posti strani

Inusuali, ardui da raggiungere

Scomodi

Venendo quindi meno al principio per cui

Quando finisce una sigaretta

Uno, la butta dove gli capita

Per non fare la fatica di cercare un luogo adatto

Loro vanificano questo presupposto

Buttando le cicche in luoghi oscuri

Complicati

Anche molto, complicati

I detenuti buttano le cicche

Dietro i termosifoni

Negli interstizi tra il muro e gli armadietti

Sotto le gambe dei tavoli

Ma proprio nel punto

In cui per arrivarci

Bisogna spostare il tavolo

Che poi di solito

È un tavolo malmesso

Con pezzi di metallo arrugginito che spuntano

E ti puoi anche far male, spostandolo

I detenuti buttano le cicche

Dentro le aiuole

A una distanza dal bordo

Che obbliga una persona normale

A mettere almeno un piede nella terra

Che poi è quel tipo di terra

Così racconta Maurizio

Nera, umida, che se ci metti un piede

Ti inzaccheri la scarpa

Anche nelle giornate secche

Questa cosa succede per colpa

Degli innaffiatori automatici

I detenuti buttano le cicche

Sopra le cassette degli estintori

Dietro le porte

Nel piccolo spazio triangolare

Che si forma quando una porta

Rimane aperta a quarantacinque gradi

I detenuti buttano le cicche

Sotto le panchine

Ma non davanti

Dove basterebbe chinarsi

Dietro, ovviamente

I detenuti buttano le cicche

Tra una rete metallica e un muro

Oppure

Dentro le canaline

Vicino agli scarichi

Sui davanzali esterni delle finestre

Del primo piano

Che quando apri la finestra

Se lo fai di colpo

Lo spostamento d’aria rischia

Di far cascare la cicca

In testa a qualcuno

I detenuti buttano le cicche

In un vaso

In cui non cresce niente

Da diversi anni

Ma che nessuno ha mai avuto il coraggio

Di buttare via

E contiene oggi

Cose inenarrabili

Indescrivibili

O, che quando sono narrabili e descrivibili

Fanno un po’ schifo a descriverle seriamente

Tipo i preservativi usati

Per cui, soprassediamo

I detenuti buttano le cicche

Dietro una macchinetta del caffè

Che pesa probabilmente

Centoventi chili

I detenuti buttano le cicche

Nel piccolo spazio

Tra due distributori automatici

Dove non entra una mano

E neanche un braccio

Ma evidentemente

Una sigaretta sì

E questo detenuto

Chiaramente pazzo

Passa la giornata

A recuperare le cicche

Una per una

Dai posti assurdi

Dove gli altri le hanno buttate

È incredibile cosa la gente possa fare

I detenuti pazzi, poi

Pur di non fare lo sforzo

Pur di non compiere un atto minimo di civiltà

Come cercare un posto decente per buttare la sigaretta fumata

Si vanno a cercare posti astrusi e complicati

Faticano inutilmente

Perché, come noi d’altronde

Sono pazzi

O forse buttano le cicche in posti strani

Per illudersi di avere più libertà di azione

Di quanta non ne abbiano veramente

Perché, per quanto all’interno della struttura detentiva

Godano di una certa libertà d’azione

Che le autorità concedono loro allo scopo di tenerli buoni

(D’altronde sono pazzi)

Alla fine, sempre dentro la struttura stai

Sempre lì dentro stanno a girare

Sono detenuti

Come noi

Il detenuto che trascorre la sua giornata

A raccogliere le cicche delle sigarette

Degli altri detenuti

Viene preso per pazzo dagli altri pazzi

Perché invece di fumare

Commettere vandalismi

Buttare le sigarette in posti assurdi

Si batte contro l’entropia

Cerca di evitare che la struttura faccia ancora più schifo

E i detenuti pazzi, uno che fa così

Lo considerano più pazzo di loro

Anche noi.

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Domani sarò a Versi inCentro, a Rieti