Aggiunte un po’ di poesie alla pagina in cui leggo versi di altri
Era da marzo che non aggiungevo nulla alla pagina in cui leggo poesie altrui: ho pensato fosse il caso di rimediare.
Adesso ci trovate, oltre a quel che c’era già: una poesia di Elena Tosato dal titolo C’erano nuvole rotte, di sera. E poi tre poesie di Stefano Vespo - Epilogo, A un semaforo, e Figura - provenienti dalla silloge Un prestito dell’esistenza, pubblicata da Pietre Vive.
In verità è proprio grazie al suo editore, Antonio Lillo, che ho conosciuto Stefano. Incontrandolo nella imprescindibile libreria Millelibri a Bari, gli ho domandato se avesse da suggerirmi i nomi di qualcuno dei poeti da lui pubblicati che gli sembrasse adatto per Banda poetica: mi ha fatto il nome di Stefano pressoché senza esitazione. Ho letto qualche testo, poi il libro intero, e ho capito il perché. A parte la deliziosa veste editoriale e la bella copertina - e, detto da uno che le copertine se le fa da solo perché pensa di saperle fare meglio degli altri, varrà pur qualcosa - Stefano mi ha portato a immergermi dentro una scrittura in cui la cultura, pur evidentissima, non è mai ostentata; che è meditativa senza mai diventare opaca, capace di muoversi tra esperienza concreta e riflessione senza perdere mai il contatto con la vita vissuta. Io di solito detesto le elegie, mi danno fastidio, peggio: fanno di me un violento. Stefano è sommamente elegiaco, ma quando lo leggo non desidero scatenare la rissa.
Per cui mi è sembrato giusto condividerne almeno un assaggio. Non dovrei dirlo, sembra piaggeria, ma chissenefrega: A un semaforo mi ha ricordato il Blok di Notte strada lampione farmacia.
Poi vabbè, Stefano l’ho conosciuto di persona perché ci siamo ritrovati avversari, come finalisti del Torneo dei Poeti a Pulsano, e anche lì è stato bello: non so voi, ma io preferisco di gran lunga giocarmela con gente di valore che fronteggiare delle mezze seghe, mi diverto di più. Per carità, qualche volta uno gode a stravincere, fa bene all’ego, ma ci si annoia presto.
Quanto a Elena Tosato, che dire? La Regina della Metrica dei Poeti residenti di Banda poetica non ha bisogno di presentazioni, credo. Non appena ho letto C’erano nuvole rotte, di sera, nella sua newsletter Sillabe - non siete ancora abbonati? Fatelo - ho desiderato leggerla in pubblico. Perciò lo faccio sul mio sito, per prima cosa, in seno alla pagina in cui leggo versi di altri. Sta lì apposta.
La pagina è qui.