Nodo alla gola, di Alfred Hitchcock

Volevo dirvi che Nodo alla gola di Alfred Hitchcock è un film porno. Comincio a spiegarvi perché è porno. Io non lo so, se voi avete letto Il secondo diario minimo di Umberto Eco. Se l’avete letto forse capite già dove voglio andare a parare. Comunque ne Il secondo diario minimo di Umberto Eco c’è un saggetto dal titolo “Come riconoscere un film porno”. Nel saggetto vien proposta una intrigante soluzione del problema: secondo Umberto Eco un film porno è “un film il cui scopo sia di suscitare desiderio nello spettatore, dal principio alla fine, in modo che, a parte le varie e diverse immagini atte a suscitare il tal desiderio, ogni altra cosa sia gratuita”. Ebbene, secondo Eco “c'è un criterio che può essere adoperato per decidere; ed è basato sul calcolo del tempo sprecato... I film porno per giustificare il prezzo del biglietto o della cassetta vhs debbono mostrare persone coinvolte in atti sessuali: uomini con donne e uomini con uomini e donne con donne e donne con cani, o cavalli (osserverò en passant che non vi sono film porno in cui uomini fanno sesso con cani e cavalli; perché?) Tutto ciò va bene, il problema è che vien sprecato troppo tempo”.

Eco fa poi l'esempio per cui se un tal Gilberto deve violentare una tal Gilberta e per far ciò deve recarsi in auto da un luogo all'altro, allora vedremo in un film porno Gilberto attraversare la città in auto in tempo reale, fermarsi a ogni semaforo etc. e insomma se per andare dal posto X al posto Y ci vogliono cinque minuti allora vedremo Gilberto guidare per cinque minuti. La ragione è semplice: un film in cui Gilberto non facesse altro che violentare Gilberta, davanti, dietro, di fianco ecc. l'intera faccenda sarebbe insostenibile sia per gli attori che per la produzione che per gli spettatori. Sì, anche per gli spettatori: e ciò poiché, affinché la trasgressione possa esistere da un punto di vista psicologico, essa deve svolgersi in un contesto di, diciamo, normalità o pseudonormalità.

Perciò un film porno è obbligato a rappresentare anche la vita quotidiana in maniera ch'essa sia riconoscibile: se Gilberto deve andare in auto dal posto X al posto Y, vedremo Gilberto andare dal posto X al posto Y. Così Eco conclude: “se il tempo che in un film il protagonista ci mette ad andare dal punto A al punto B è maggiore di quel che vi sembra desiderabile, allora il film è pornografico”. Perché allora Nodo alla gola è pornografico? Anzitutto, per capire perché Nodo alla gola è pornografico, bisogna vederlo in lingua originale. Questo perché, nel doppiaggio italiano, qualche zelante censore ha stravolto i dialoghi e i moventi dei personaggi. Nodo alla gola, visto in lingua originale, è un film in cui due omosessuali ne uccidono per gioco un terzo: senza che vi siano supposti litigi iniziali o motivazioni logiche, ma per il semplice gusto di farlo. I due apertamente manifestano, per tutto il film - anche dinanzi al professore impersonato da James Stewart - le loro arroganti e nichilistiche convinzioni di presunti superuomini in un crescendo di, appunto, arroganze e nichilismi. Anzi, saranno proprio tali arroganze e nichilismi a insospettire il professore che smaschererà i due assassini.

Il testo italiano si mette invece a edulcorare le teorie superomistiche, del semplice piacere del delitto, inventa un supposto litigio che ha portato al crimine, esclude ogni riferimento morboso all’esperimento macabro dell'uccisione. Non solo; anche i riferimenti al rapporto omosessuale tra i due assassini vengono annacquati (Hitchcock avrebbe giocato su questo tema, sempre ricorrendo a Granger, ne L’altro uomo). Le arroganze e i nichilismi che i due criminali strombazzano per l’intera pellicola, in italiano, in massima parte non ci sono più. In inglese, invece, ci vengono riproposti di continuo.

Per cui, tornando alla definizione di Eco di ciò che va inteso come pornografia, sarete d'accordo anche voi che un film in cui dall'inizio alla fine si vada avanti a forza di arroganze e nichilismi, sarebbe insostenibile. Non possiamo star lì a guardare per tutto il tempo due tali che ammazzano un altro tale per gioco - anzi, lo ammazzano senza ben sapere perché e poi inventano una serie di teorie ludiche in base alle quali l'avrebbero ammazzato - eppoi ne ridono eppoi discutono delle sue deficienze umane eppoi iniziano a fare cinici commenti sulla reazione dei familiari dell'ammazzato quando sapranno che è morto eppoi eppoi insistono coi cinici commenti sulla reazione dei familiari dell'ammazzato quando sapranno che è morto eppoi lo ficcano in una cassapanca eppoi organizzano un party attorno alla cassapanca. Non sopporteremmo un film in cui ci siano soltanto queste cose. Vogliamo vederle, siamo lì per quello; ma occorre che vi sia, attorno ad esse, un contesto di normalità o pseudo-normalità.

Allora, vediamo dove si può arrivare. Chiediamoci anzitutto: Nodo alla gola è - ricordate, la definizione che Eco dà di un film porno - "un film il cui scopo sia di suscitare desiderio nello spettatore, dal principio alla fine, in modo che, a parte le varie e diverse immagini atte a suscitare il tal desiderio, ogni altra cosa sia gratuita"? Sì. Certo: non si tratta di un desiderio prettamente sessuale, com'è nella pornografia tradizionale, ma ben più morboso: quel che vorremo, dinanzi ai fotogrammi di Nodo alla gola, sarà assistere alle conseguenze di un delitto così gratuito. Poi: abbiamo visto che Nodo alla gola è un film zeppo di arroganze e nichilismi. Ebbene, per diluire le arroganze e i nichilismi che tanto eccitano lo spettatore, Hitchcock sceglie di far muovere i personaggi come sul palcoscenico di un teatro. Nodo alla gola è girato senza montaggio, praticamente in tempo reale: ogni minuto del film rappresenta un minuto di tempo. Non ci sono tagli, né scorciature: un personaggio per andare da A a B ci mette esattamente il tempo che ci vuole per andare da A a B. Non che le distanze siano grandi, beninteso; l'intero film si svolge all'interno del medesimo appartamento dove i due assassini, dopo aver accoppato la vittima, la ficcano dentro una cassapanca e sopra la cassapanca apparecchiano per la festa che seguirà; non a caso, Nodo alla gola è noto anche con il titolo di Cocktail per un cadavere. Poiché nell'ambiente viene apparecchiata, e si svolge, una festicciola, a causa dello svolgimento in tempo reale - né più né meno, come se fossimo a teatro - noi assistiamo a un sacco di passaggi a vuoto: dialoghi futili e sovente privi d'interesse, piccoli preparativi, battutine, spostamenti di oggetti da qui a lì, eccetera. E tutti questi passaggi a vuoto durano certamente più di quel che sarebbe desiderabile: il nostro desiderio di spettatori è quello di assistere alle trasgressioni dei due assassini: alle arroganze, ai nichilismi, ai dialoghi sul piacere del delitto, ai discorsi sul diritto che gli Esseri Superiori hanno di eliminare gli Inferiori, etc. Ma, ammonisce Eco, “affinché la trasgressione possa esistere da un punto di vista psicologico, essa deve svolgersi in un contesto di, diciamo, normalità o pseudonormalità. Perciò un film porno è obbligato a rappresentare anche la vita quotidiana in maniera ch'essa sia riconoscibile”. Ed ecco il perché dei passaggi a vuoto; ed ecco perché, ai nostri occhi, Nodo alla gola è certamente un film porno.

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