A Classical Education, di Robert Woods Kennedy
Molti anni fa, ero un ragazzino, mi capitò di leggere un romanzo dell'architetto Robert Woods Kennedy, A Classical Education. La trama non era nulla di che - un giovane americano racconta il suo innamoramento, a Parigi nel 1927, per una ragazza che di mestiere fa qualcosa di molto prossimo alla prostituta, mentre studia scenografia teatrale - ma il libro mi parve bello. Mi ricordo che fui colpito dal fatto che il romanzo inizia con una descrizione minuta del quartiere in cui il giovane vive, delle cose che si vedono camminando, delle persone che si possono incontrare, degli odori in cui è possibile imbattersi, fino a giungere alla sua stanza e a ciò che si vede dalla finestra di quella stanza. La cosa non è gratuita: in seguito l'autore usa tutti quegli scenari per ambientarvi la narrazione dell'amore fisico tra i due innamorati, con dettagli sempre precisi e mai gratuiti, restituendo uno straordinario sentimento di innocenza. Anni dopo mi recai a Parigi, portando il libro con me, e girai per quel circondario andando in cerca dei luoghi descritti dall'autore: alcuni esistevano, altri no, altri ancora potevano essere esistiti un tempo e molto cambiati poi - di essi restavano tracce, indizi, suggestioni. Un cartello, una cancellata, un muro o un pezzo di muro. Gli abitanti della zona furono gentili e complici, quando spiegai il mio desiderio di accedere a giardini privati e scale interne sulla scorta di quanto avevo letto in un libro, se anche mi presero per matto non se ne fecero accorgere. Alla fine scovai quel che si poteva scovare, mi rammaricai di quel che non c'era, e conclusi che i giorni dedicati a quella strana ricerca erano stati con ogni probabilità una delle idee migliori che mi fossero venute in tutta la vita.